Mamma, ascolta qui! La notte tra sabato e domenica non è stata proprio tranquilla, specialmente a Tulcea. Quelli del Ministero della Difesa hanno annunciato che la Russia ha lanciato una nuova ondata di attacchi con droni proprio vicino al nostro confine, nella zona del Danubio. Alle 02:16, l'RO-Alert ha urlato sui telefoni della gente nel nord del distretto: «Attenzione, pericolo!». Ahi, e io che dormivo come un sasso dopo una giornata di lavoro, mi ricorda Mioara quando mi sveglia con la padella in testa. Ma lasciamo gli scherzi, che la situazione è seria.
Come da copione, i nostri ragazzi del Centro Militare di Comando hanno rilevato segnali radar a circa 22 chilometri a nord-est di Vâlcove, vicino al confine. Cosa hanno fatto? Hanno immediatamente notificato l'ISU e attivato l'allerta. Non si scherza, fratello, che i russi non giocano - attaccano le infrastrutture ucraine vicino a noi, e noi dobbiamo stare all'erta.
Alle 02:19, esattamente tre minuti dopo, due aerei Eurofighter Typhoon, di quelli britannici che stanno alla Base Aerea 86 di Borcea, sono decollati per monitorare la situazione. Sì, sì, quel Typhoon che fa «vuuuu» e ti lascia a bocca aperta. Il Ministero ha detto che nulla di non autorizzato è entrato nel nostro spazio aereo, ma comunque, cosa cercavano quei droni lì? Stai tranquillo, che non ci hanno fregato, ma anche così, mi sono fatto il segno della croce quando ho sentito.
L'allerta è stata revocata alle 03:37, dopo circa un'ora e mezza. Ma le autorità sono rimaste con gli occhi sul radar fino al mattino. Non è la prima volta che succede, fratello. Negli ultimi mesi, i russi continuano a colpire nella zona del Danubio, e noi alziamo caccia e diamo RO-Alert come se fossimo a una prova. E io, che sto a Berceni e mi lamento del vicino di sopra quando fa buchi, penso: quelli di Tulcea come dormono? Con un occhio alla TV e uno alla finestra, che non cada qualche drone sulla casa.
Sinceramente, mamma, sembra una cosa da Caragiale: «Non si può, ma si fa». Noi, con il Typhoon britannico, loro, con i droni. Chi paga? Sempre noi, di tasca nostra, perché a quanto costa un Eurofighter, non voglio nemmeno calcolare. Ma, ehi, almeno abbiamo su chi contare: gli inglesi ci proteggono il cielo, e noi ci proteggiamo i sarmale. Non è vero, romeno?