Boss, che vuoi che ti dica? Stavo tranquillo al mio caffè, pensavo al mio ragazzo Brian, che combina su FIFA alla console, quando mi imbatto in una notizia che mi ha fatto cadere la tazza di mano. A Cluj-Napoca, al Sports Festival, proprio nel Parco Sportivo "Iuliu Hațieganu", un padre è uscito di testa e ha schiaffeggiato un arbitro minorenne! Sì, hai capito bene: un bambino che fischiava partite a un torneo di calcio per bambini, la Football Cup, ha preso uno schiaffo da un papà nervoso. E il bello: la squadra del figlio dell'aggressore avrebbe vinto la competizione! Cioè, fratello, tu sei campione e comunque entri in campo per dare uno schiaffo? Ma dai, possibile?

Fai attenzione ai dettagli: domenica 14 giugno, verso le 13:00, subito dopo il fischio finale di una partita, l'uomo è entrato in campo, ha schiaffeggiato l'arbitro e gli ha detto di tutto, con minacce e rimproveri sull'arbitraggio. Tutta la storia è stata filmata dalle telecamere dell'impianto sportivo. La famiglia dell'arbitro è sul chi vive e sta valutando se sporgere denuncia alla polizia. Ora, normalmente, le autorità devono stabilire esattamente cosa è successo.

Ascolta me: che senso ha entrare in campo come un pazzo? Mi arrabbio anch'io alle partite, dico qualcosa, ma dare uno schiaffo? Fratello, a Berceni, al bar di Fane, litighiamo, ci riappacifichiamo, ma una cosa del genere non l'ho mai vista. E guarda che a Cluj, nella città con l'Untold e gli affitti da 4000 euro, succedono queste stupidaggini. Questi, con la loro bolla, si credono più furbi, ma guarda un po' non lo sono.

La Football Cup si è svolta dall'11 al 14 giugno, organizzata con la Federcalcio Rumena, l'Università di Cluj e la Babeș-Bolyai. Una competizione seria, per bambini, e un padre fa casino. Che possiamo dire dell'educazione? Ora, sinceramente, penso a Brian: se lo vedessi in campo e sentissi che l'arbitro lo svantaggia, urlerei, discuterei, ma entrare in campo? Mai. Questo è, fratello, il mondo è impazzito. Vabbe', vado a dire a Brian che se fa ancora casino alla FIFA, gli tolgo la console. Fino ad allora, salute!