Ma, fratello, guarda che Kovesi ha iniziato a fare ordine anche tra gli italiani! La Procura Europea, cioè 'la nostra ragazza' che ci fa onore all'estero, ha aperto un'indagine in Italia per una frode da 1 milione di euro dai fondi del PNRR. Sì, proprio quei soldi che sbandieriamo a Bruxelles per digitalizzazione e chissà cos'altro.
Ebbene, un 'imprenditore' in Italia - chiamiamolo così, dato che controllava diverse aziende di e-commerce - ha messo in piedi un piano da vero furbetto: ha emesso fatture false, presentato documentazione fittizia e chiesto soldi a SIMEST, quell'istituto che eroga fondi per l'internazionalizzazione. Praticamente, ha detto che creava piattaforme di e-commerce per l'export, ma non ha fatto un bel niente. Ha preso i soldi, li ha girati alle sue aziende con servizi fittizi, ha riciclato e se l'è goduta.
Valore totale? 1 milione di euro. 200.000 sono stati bloccati in tempo.
Ora l'EPPO cerca di recuperare i soldi già erogati. Sette individui sono indagati per frode alle sovvenzioni, appropriazione indebita, riciclaggio e persino 'autoriciclaggio' - cioè ripulire i soldi attraverso le proprie aziende. Cinque società sono coinvolte nella responsabilità.
200.000 euro, per cavarsela a buon mercato. Indovina chi è il capo dell'EPPO? Laura Codruța Kovesi, fratello!
Quella che ha fatto ordine in Romania ai tempi della DNA, ora indaga anche gli italiani. Guardo questa furbata e penso: ecco, rubano anche loro, non solo da noi. Ma almeno hanno portato lei per chiamarli a rispondere.
Gli italiani, secondo il rapporto EPPO 2025, hanno avuto 8 assoluzioni in tribunale. Cioè, ancora giocano con la giustizia da quelle parti. Ma almeno ora Kovesi li vede.
Cavolo, se fosse così anche da noi con i fondi PNRR, staremmo meglio. Ma no, da noi si ruba più fine, con furbizia, non con fatture false da due soldi. Comunque, questa è una buona notizia: qualcuno sta facendo pulizia.
Lascia che vada a dire a Mioara di non comprare più da quelli con le piattaforme fantasma, che magari Kovesi viene anche a casa nostra!