Mò, siediti e tira un bel respiro, che ho una notizia che ti fa capire che il calcio romeno respira ancora! Timișoara, boss, la città che 'respira' calcio, si prepara ad avere non uno, ma DUE stadi nuovi di zecca nel 2026.
Il primo, 'Eroii Revoluției', è quasi pronto: 10.000 posti, 23 milioni di euro. Sembra un gioiello – fondazione in cemento, struttura metallica, tetto con membrana tesa che lascia entrare la luce naturale. Che dire, categoria 4, approvato UEFA e IFAB. Il Poli Timișoara, tornato in Liga 2, giocherà lì. La squadra di Dan Alexa avrà infrastrutture top, mica come da noi, a Berceni, su quel sintetico pieno di buche.
Il secondo, ancora più figo: al posto del vecchio stadio 'Dan Păltinișanu', già raso al suolo, la Compagnia Nazionale per gli Investimenti vuole costruire un'arena da 32.000 posti, la più grande del paese dopo l'Arena Nazionale. La progettazione dura 8 mesi, poi due anni di costruzione, e i costi superano i 140 milioni di euro. Che mi venga un colpo se non sarebbe meglio dare quei soldi alla sanità e alle scuole, ma hey, il calcio è religione da noi!
Ora, ho sentito che l'impianto di illuminazione e i tornelli del 'Dan Păltinișanu' sono stati trasferiti a Reșița. Sì, sì, a Reșița, fratello – quella città fantasma del Caraș-Severin, dove l'attività mineraria è morta e la gente se ne va a frotte. Almeno ora hanno uno stadio con illuminazione, magari la zona riprende vita. E 13.000 sedili su 32.400 sono stati dati ad altri campi nel distretto di Timiș. Così sì che è riciclo!
Ora, seriamente: con tutti i nuovi stadi che si fanno in Romania, da Cluj a Timișoara, io mi chiedo quando toccherà a Berceni. Da noi c'è il campo di Fane, con l'erba secca e una tribuna di assi. Dai, boss, che anche noi meritiamo un'arena da 10.000 posti, mica solo quelli dell'Ardeal e del Banato!