Mamma, siediti che ti racconto cos'ha tirato fuori un altro studio da Berlino, che è allucinante! Pare che, dopo un decennio di crisi dei rifugiati, l'Europa abbia tirato un sospiro di sollievo. Il Centro di Ricerca e Analisi delle Migrazioni della Fondazione Rockwool di Berlino ha pubblicato i numeri per il 2025: 9,59 milioni di rifugiati e richiedenti asilo nell'UE e nel Regno Unito, esattamente lo stesso numero del 2024 - 9,58 milioni. Praticamente, dopo quegli anni di crescita a razzo, ora siamo entrati in "stallo", come dicono gli esperti. Tommaso Fratini, vicedirettore dell'istituto, ha dichiarato senza mezzi termini: "il periodo di rapida crescita della popolazione di rifugiati in Europa sembra essere finito". Io dico: bravi, più difficile, ma ce l'abbiamo fatta!

Ora, ascolta qui, che non è tutto rose e fiori. Anche se il numero totale si è stabilizzato, le differenze tra i paesi sono enormi. La Germania, che è il principale ospite, ha ridotto del 4,7% il numero di rifugiati e richiedenti asilo. L'Italia, sorpresa, ha avuto un bel calo del 17,9% - probabilmente si sono resi conto che non potevano più tenere il ritmo. Invece, Francia, Spagna e Regno Unito hanno registrato aumenti. Che dire, sembrano i negozi all'angolo: alcuni danno, altri ricevono. E così, mentre tedeschi e italiani liberano spazio, francesi e spagnoli fanno posto ai nuovi arrivati.

Adesso entro nei numeri, che anche a me interessano. Nel 2025 sono state presentate 770.000 domande di asilo, contro 1,01 milioni nel 2024 e 1,1 milioni nel 2023. È chiaro che il trend è in calo. E guarda che interessante: i siriani hanno presentato il 70% in meno di domande dopo la caduta del regime di Assad nel 2024. Logico, se a casa si è calmata, non scappi più. Invece, i venezuelani sono aumentati del 24%, con 91.000 domande. E gli ucraini, sorpresa, rappresentano ancora quasi la metà del totale. Cioè, la guerra là continua a produrre rifugiati, anche se l'Europa sembra essersi abituata.

Ora, siamo seri, il tema dell'immigrazione è diventato una specie di "pane quotidiano" per i politici in Europa. Mentre i partiti di estrema destra e populisti guadagnano terreno, il dibattito si infiamma. E così, mentre alcuni gridano "chiudete le frontiere!", altri dicono "accogliamoli, che abbiamo bisogno di manodopera". A me, personalmente, ricorda le discussioni al bar di Gigi: ognuno ha un'opinione, ma nessuno conosce la soluzione magica.

Alla fine, quello che mi colpisce è che, dopo tanta crisi, l'Europa riesce a stabilizzarsi. Forse non è così male come dicono al telegiornale. Ma vabbè, vediamo cosa succede: se arriva una nuova ondata - come è successo con l'Ucraina - si ricomincia da capo. Fino ad allora, io vado a spiegare a Maria perché non abbiamo soldi per le vacanze in Francia - che anche noi abbiamo rifugiati là, che ci rubano i posti in spiaggia!