Ma, che è successo ancora?! Stavo tranquillo con il caffè, quando sento al telegiornale: un Boeing 777-3Q8 della Turkish Airlines, con 267 anime a bordo, ha preso di mira un'antenna radar subito dopo l'atterraggio ad Antalya. Non scherzo, boss!

L'aereo rulla tranquillo sulla pista, si dirige verso il parcheggio, e zac! l'ala si spezza come in un match di boxe, la fusoliera bucata da schegge metalliche, le maschere d'ossigeno cadono giù, i bagagli volano dappertutto. Ma che storia è?

Chi ha messo quell'antenna lì, eh? O il pilota ha pensato che fosse okay fare un giro di antenna? Non ne ho idea, ma il panico è stato massimo.

Una passeggera ha detto che dopo l'atterraggio ha sentito un rumore, una donna urlava, e ha visto il rivestimento dell'aereo spaccarsi come se fosse cartone. Ahi ahi, davvero! Tutti e 267 sono stati evacuati d'urgenza, sono arrivati i pompieri, le ambulanze.

Qualcuno ha avuto un attacco di panico, uno shock, ma da quanto ho sentito, un solo ferito lieve. Alcuni dicono zero vittime. Va bene, comunque fa paura.

Ora l'indagine è in corso: le autorità e la Turkish Airlines cercano di scoprire chi ha sbagliato. Magari i controllori di volo pensavano al kebab, magari l'antenna era messa male, non si sa. Nelle foto si vede l'ala rotta e il metallo crollato sulla pista, come un incidente d'auto a Berceni, ma in grande.

E così, da Antalya a noi, tutti ci chiediamo: se ci fosse capitato in vacanza con Mioara e i bambini, cosa facevamo? Almeno siamo scampati, ma per fortuna non era un volo low-cost, che forse non atterrava nemmeno. Ora, l'indagine ci dica chi è il colpevole, perché io non volo tranquillo nemmeno in macchina a Vama Veche.